Vivere qui e ora

Ho l’aria pensierosa, la fronte aggrottata come se stessi pensando a chissà cosa di preoccupante. In realtà sono io che sono burbero, quasi antipatico. Me ne sto mediamente sempre in solitudine. Partecipo alla vita come spettatore. Nei bar ascolto i discorsi della gente, il più delle volte tutto quel teatrino di pupazzi che per non sentirsi soli parlerebbero del più e del meno come se il tempo della vita fosse infinito e potessimo riempirlo di cose superficiali ed inutili.

Ho l’aria pensierosa, la fronte aggrottata come se stessi pensando a chissà cosa di preoccupante. In realtà sono io che sono burbero, quasi antipatico. Me ne sto mediamente sempre in solitudine. Partecipo alla vita come spettatore. Nei bar ascolto i discorsi della gente, il più delle volte tutto quel teatrino di pupazzi che per non sentirsi soli parlerebbero del più e del meno come se il tempo della vita fosse infinito e potessimo riempirlo di cose superficiali ed inutili.

Se non parli di calcio o del bel culo di una fotomodella non sei trendy, se non hai le scarpe di coccodrillo non sei alla moda, se non hai gli occhiali firmati non sei alla moda, se… se… se… e quanti altre cose che i modelli preconcetti ci chiedono di emulare. Devi avere la cucina moderna, la macchina moderna, la magliettina alla moda… e tu ogni volta non fai altro che sentirti fuori posto.

Ascolto due donne che si parlano fra loro. Parlano delle loro vacanze, come se questo rappresentasse la loro piena integrazione al mondo… alla vita.

“Non sai” - Dice una - “Sembrava di stare alle Maldive”.

Un luce accecante si accende nella mia mente e penso… “non vorrei vivere una vita facendo cose che sembravano di essere qualcos’altro”.

Se devo sentirmi come alle Maldive voglio andare alle Maldive. Se voglio sentirmi in Salento andrò in Salento. Non voglio far finta di qualcosa che somiglia qualcos’altro poiché la mia sarà solo qualcosa che somiglia alla vita che avrei desiderato. Scimmiottare o imitare qualcosa che non è somiglia molto a “vorrei ma non posso”. Dimentichiamo sempre di vivere ciò che abbiamo rimanendo alienati in qualcosa di completamente diverso.

E siccome questo genere di pensieri ne stimolano altri ecco che penso ancora che… non voglio vivere una vita di lavoro nell’idea che alla fine del lavoro c’è la pensione e chissà quante belle cose potrò fare. Non voglio vivere tutta la settimana pensando che arriverà il week-end. Voglio vivere esattamente ogni momento per quello che è. Non voglio vivere ora nella speranza di fare quello che desidero quando ne avrò la possibilità. Farò di volta in volta ciò che andava fatto in quel momento e con le forze necessarie, con la testa ben salda nel presente, con il consapevolezza di vivere ciò che c’è qui e ora.

Non voglio vivere il “lavoro” pensando alla “pensione” non voglio vivere il “Salento” pensando alle “Maldive” voglio essere con la mente nel posto in cui è il mio corpo…

E se vorrò andare alle Maldive andrò alle Maldive evitando sempre di scimmiottare ciò che non posso avere.

Esco dal bar felice di essere coerente con me stesso, lucido sul presente e su quello che devo fare ora senza tergiversare, senza evitare di nascondermi dietro a giustificazioni o dietro a proiezioni false ed illusorie della mente.

Come dice il Dalai Lama ci sono due giorni in cui non è possibile fare certe cose: ieri e domani. Agire oggi ed essere pienamente e profondamente consapevoli e compassionevoli di quello che siamo.