Tempo del pensiero superfragile

Tutto è relativo, tutti hanno ragione e torto allo stesso tempo, non esistono più regole condivise che rimangono semplici esercizi di letteratura giuridica. Il lavoro è deformalizzato, i rapporti destrutturati, la libertà apparente è mai realizzata nelle cose pratica.

Internet prima con la sua infinità di siti web che parlando di qualunque cosa (sesso, armi, droga, scie chimiche, bufale e controbufale, cultura approssimativa in stile magazine del fine settimana.

I social media costruiscono rapporti fra la persone che si ignorano pacificamente.

Lo steam of consciousness, questo pensiero globale che fluisce attraverso la fibra ottica della grandi strutture di telecomunicazione sta superando di gran lunga il pensiero dei singoli individui che poco contano di fronte alla massa…

Esistevano, un tempo, libri interessanti che erano indice di come gli uomini sceglievano di regolare i loro rapporti interpersonali e sociali. Il titolo è “Il sapervivere” di Donna Letizia. Un libro sul bon-ton e le regole di comportamento.

Un libro fuori moda: il galateo

Lo apri per caso per valutare questo cimelio dell’era pre-digitale e scopri un indice ricco, no ricco, ricchissimo di argomenti.

Come tutti i libri intelligenti, l’indice si trova ad inizio del libro e non alla fine. L’indice non è altro che un percorso degli argomenti. Per quale stupida ragione dovrebbe trovarsi alla fine?

Leggiamo con stupore e scopriamo ben 29 capito distribuiti su oltre 250 pagine.

Delle buone regole di comportamento sociale se ne può parlare così lungamente? Lo stupore lascia spazio alla curiosità e leggiamo il dettaglio degli argomenti: della nascita e del battesimo, dell’educazione dei bambini in generale, della ritualità cattoliche, degli adolescenti, del fidanzamento, dei preparativi alle nozze, del matrimonio, della separazione e del divorzio, delle buone maniere a tavola, del té, degli ospiti in casa, del personale di servizio, del ristorante, degli spettacoli, in albergo ed in vacanza, del viaggio, delle norme di comportamento dell’uomo e della donna, dei saluti e dei convenevoli, gli inviti e delle visite, al telefono, i regali, della clinica e dei dottori, del lutto.
Sono tutti argomenti che affrontano i grandi temi della vita, dei momenti di socialità e dei rapporti interpersonali. Ma non mancano le norme di comportamento generiche sul lavoro e il tempo libero: dello sport, dei consigli per il guardaroba, della corrispondenza, dell’ordine di precedenza fra persone e di diverse categorie.

Ci si stupisce di quante piccole regole del “buon comportamento”, tal volte non scritte, appartenessero un tempo alla vita di tutti i giorni. Eppure gran parte di queste non hanno più senso, alcune di questi non rispondono in modo sufficiente al bisogno di regolamentare i rapporti fra le persone.

Va detto che proprio, come avevamo anticipato, la rete, il web e i social media hanno completamente rivoluzionato i rapporti fra umani che da un certo punto di vista si sono disumanizzati.

Possiamo avere oltre mille amici sulle piattaforme social ma non conoscere i nostri vicini di casa. Siamo diventati superficiali e distanti gli uni dagli altri. Nelle famiglie, a tavola non si parla più. Abbiamo sostituito le relazioni dirette con la chat.

Ci dimentichiamo di fare gli auguri alle persone più care, non sappiamo come affrontare i grandi momenti della vita (a nascita, la responsabilità, la morte…).

Grandi idee, grandi pensieri, sono stati sostituiti da concetti di efficienza e produttività. Le grandi guide sono state sostituite da grandi tecnologie prive di sentimento. Non guru o sacerdoti, non santoni o asceti da imitare solo modelli televisivi, esempi di apparenza vuota e priva di significati.

Le regole del buon comportamento erano il segno di quanto potessero essere complessi i rapporti umani e le relazioni fra individui. Tutto questo è decaduto per essere sostituito da un flusso costante e destrutturato di informazioni prive di collante.