I videogiochi fanno male ai bambini?

Molti genitori credono che i videogiochi facciano male ai bambini. Come qualsiasi cosa anche su questo argomento la verità è nel mezzo. Esagerare con qualsiasi cosa fa male. Il problema fondamentale è trovare un equilibrio. Quello che dobbiamo imparare a fare, come genitori, è aiutare i nostri figli a trovare un equilibrio. In questo caso anche i videogiochi possono essere utili.

I videogiochi non servono solo come collante sociale, se ne parla a scuola e in classe con gli amici, ci si può raccogliere intorno ad un televisore per divertirsi insieme.

Sono nato quando ancora la televisione non esisteva in tutte le case. Il primo televisore a colori entrò in casa mia quando avevo 7 anni circa. A 12 anni ebbi il mio primo computer e da quel momento giocai molto con i videogiochi.

Per costruire i miei stessi video giochi imparai a programmare in linguaggio BASIC, un linguaggio che oggi non si usa quasi più. Mi sono rimaste nella mente le logiche di funzionamento della programmazione. Da questa passione per la programmazione è nata la mia professione e tutto questo ha contribuito a rendermi più agile nell’utilizzo di software e dei programmi.

Ho sviluppato sensibilità al linguaggio informatico e ai meccanismi di funzionamento dei computer. Ed in fine ho aperto la mia scuola di informatica dove ho potuto insegnare a molti allievi l'importanza e l'utilità dei computer.

Questo mi ha aiutato (non poche volte) a trovare lavoro.

Cosa stimolano i videogiochi in consolle o PC?

La trindimensionalità simulata di alcuni videogiochi aiuta i bambini a prendere coscienza dello spazio e del mondo tridimensionale imparando ad orientarsi con concetti quali sopra, sotto, avanti, dietro, destra e sinistra.

Stimola l’apertura di percorsi sinaptici facendo in modo che se ne creino sempre di nuovi.

Apre la mente a linguaggi di suoni, simboli, immagini e parole nuove.

In fine, sembrerebbe, secondo l’Associazione Americana degli Psicologi (APA) che computer e videogiochi hanno effetti quale il miglioramento generale delle capacità cognitive quali ragionamento, memoria e percezione.

Non dobbiamo ignorare che il problema principale di un abuso di computer e videogiochi su consolle è il rischio di perdere le capacità relazionali del mondo reale. Ma abbiamo detto fin dall’inizio di questo articolo è fondamentale trovare un equilibrio nelle diverse attività che svolgono i bambini nell’arco della giornata.

E poi non dobbiamo dimenticare la forza dei giochi didattici che sono una valida alternativa a quelli che riteniamo eccessivamente violenti.

Un altro importante impegno di un genitore è aiutare i bambini nella scelta di un videogioco, guidarli sulla base delle loro predisposizioni e attitudini caratteriali.

Videogiochi e dopamina… come una droga...

Il successo dei videogiochi risiede nel nostro cervello o meglio nella così detta “dopamina”. La dopamina è una sostanza (simile ad una droga) prodotta da nostro cervello. Questa sostanza viene prodotta quando si raggiunge un determinato obiettivo che ci eravamo prefissati. Il neuro scienziato Jaak Pankeep sostiene che grazie a questa forma di gratificazione chimica l’essere umano è alla costante ricerca di alternative per raggiungere i suoi obiettivi, scatenando la “volontà di esplorazione”.

In sostanza si può finire per diventare dipendenti dalla “dopamina” o meglio dalla continua ricerca di ricerca di realizzare obiettivi. Quindi, come in qualsiasi cosa che riguarda le attività umane, per difendere i bambini dal computer e dall'informatica è necessario saper dosare i tempi di gioco al computer ma anche saper trovare quella… gratificazione chimica dovuta alla dopamina anche in altre attività di gioco e di creatività.

Quindi il ruolo di un genitore non è “impedire” da un bambino di giocare con i videogiochi ma aiutarlo a “dosare” i tempi di gioco. E questo è un concetto valido per ogni cosa che riguarda l’educazione dei figli.