Fake News ovvero notizie false e roboanti

La fake news o le notizie roboanti finalizzate al clickbait (esca da clic) sono due grossi problemi per tutti coloro che cercano di fare informazioni sul web.

Motori di ricerca a social media da sempre cercano di proporre informazione di qualità. Ma chi si occupa ed comunicazione sempre più utilizza mezzi sempre più sofisticati per attrarre lettori sui propri siti web.

Se da un lato le fake news (notizie false) sono finalizzate da un lato ad attrarre click dall’altro lato a creare confusione intorno ai temi più svariati. Dalla politica fino alla medicina, dall’alimentazione allo sport. Le fake news sono diventate una piaga sempre più insistente nel web.

Il clickbait invece è una tecnica di titolazione degli articoli che imperversa per attrarre clic e di conseguenza attrarre traffico sui siti web. In questo caso lo scopo è vendere pubblicità. In una società in cui tutti sono attratti dai guadagni facili, dal “tutto e subito”, è molto facile produrre articoli e testi di pessima qualità tentando di attrarre lettori disarmati.

L'unica vera soluzione alle “fake news”

Contro le fake news e il clickbaiting c’è una sola soluzione. La soluzione che ciascuno di noi può mettere in campo sempre per qualsiasi cosa, una cosa che si chiama: conoscenza.

La conoscenza opportunamente gestita dall’intelligenza ci permette di riconoscere le notizie false e quelle anche solo parzialmente vere. L’intelligenza ci permette di riconoscere i titoli di articoli opportunamente creati per attrarre click e visite ai siti web. L’intelligenza guidata dalla capacità di discriminazione critica.

Clickbaiting per attrarre visite

Un classico caso di clickbaiting è quello usato da alcuni movimenti politici. Un esempio di titolo studiato per attrare clic sui social media poteva essere: “Gravissimo alla Camera dei Deputati”.

Gli articoli in se potevano anche essere interessanti e scritti in modo intelligente, tuttavia quello che disturba il lettore è la dissonanza fra il titolo e il suo contenuto. Con il tempo siamo diventati consapevoli che questi titoli sono opportunamente studiati per attrarre il click e visite ai siti web che li pubblicano. Disturba e non crea affatto fiducia nei confronti del lettore. Il lettore riconosce prima o poi quando qualcuno tenta di manipolarne le sue opinioni.

Dobbiamo diventare sempre più sensibili

Prima di cliccare e passare alla lettura di un articolo web chiediamoci sempre se qualcuno non stia tentando di manipolare la nostra opinione o semplicemente di attrare visite al proprio sito web. Chiediamoci se un click o una visita ad un sito web non sia un modo per “venderci” un prodotto, un’opinione o indurci un comportamento.

L’atteggiamento critico rispetto alle “notizie roboanti” o “notizie false” dovrebbe sempre guidare la lettura degli articoli. Questo può valere sul web come sulla carta stampata o la televisione.

Si è discusso molto della libertà di stampa “sui siti web”, problematica provvisoriamente risolta con la scappatoia dei “blog”. L’esistenza di blog ha salvato molti scrittori e molte testate giornalistiche che si sono riciclate sotto forma di “diari giornalieri”. Ma è davvero corretto che un blog sia equiparabile ad una testata giornalistica?

Il giornalismo obiettivo, il giornalismo d’inchiesta, il giornalismo che fa cultura… dove è andato a finire? Forse dall’epoca del film “Quartto Potere” (probabilmente anche prima) il giornalismo di questo tipo non è mai esistito. Rimane sempre e solo un lotta fra poteri. L’idea che possa esistere un giornalismo “democratico” è una pia illusione (diciamocelo, anche dal punto di vista filosofico presenta delle tare davvero macroscopiche). In realtà l’istruzione, la cultura e l’informazione non interessa realisticamente nessuno, né coloro che dovrebbero produrla né color che ne dovrebbero usufruire…

Quelle che oggi sono le “fake news” domani si chiameranno in un modo completamente nuovo e dovremo imparare nuovamente a liberarcene con senso critico. Buona lettura.