Creatività ed innovazione?

In una società fin troppo protettiva chi rimane sotto la proverbiale campana di vetro non sperimenterà ne creatività ne innovazione. Quindi, pare assurdo dirlo, in alcuni casi dobbiamo andare a cercarci i guai...

Dovremmo cercare di immaginare un modello di vita,un modo di pensare dove mettere alcune delle nostre certezze in discussione diventi necessario. Mettere tutto in gioco fino al momento in cui, negli equilibri delicati della competizione l’innovazione diventi l’unica via di salvezza.

“... continueremo a prendere ai poveri per dare ai ricchi… sono dei bambini, dei bambini cresciuti, si divertono.... continueranno a divertirsi a divertirsi.... finché tutto esploda…!”

Marc Tourneil dal film Le Capital, di Costa-Gavras.

La competizione è un terreno fertile per l’innovazione. Chi compete è costretto ad ingegnarsi, ad essere sempre creativo ed ideare stratagemmi per superare gli ostacoli.

Probabilmente senza difficoltà la nostra vita sarebbe noiosa, monotona… standard.

E’ per questo che gli ostacoli non vanno evitati, vanno superati. Come vanno superati dipende tutto da noi.

“The way your heart beats makes all the difference In learning to live”

Citando i Dream Theater dal loro brano “Learning to live”

Come dicevo nel cappello introduttivo in una società fin troppo protettiva ed ansiosa chi rimane sotto la proverbiale campana di vetro non sperimenterà ne creatività ne innovazione. Quindi, pare assurdo dirlo, in alcuni casi dobbiamo andare a cercarci i guai...

Dovremmo cercare di immaginare un modello di vita,un modo di pensare dove mettere alcune delle nostre certezze in discussione diventi necessario. Mettere tutto in gioco fino al momento in cui, negli equilibri delicati della competizione l’innovazione diventi l’unica via di salvezza.

Due film, una serie Tv e un brano musicale stanno mettendo in discussione tutto il mio impianto filosofico, le mie certezze.

  • I film: Brandet (J. Bradshaw e A. Dulerayn) e Le Capital di Costa-Gravzas.
  • La serie televisiva House of Cards - Gli intrighi del potere

E’ quello che sta succedendo, è attuale, è quello che facciamo tutti, nell’era del “pensiero debole” che il potere sia li a giocare con il popolo come un gattino fa con un topo mezzo morto è un fatto ce tutti consideriamo… come dire… terribilmente normale.

E la cosa ancora più buffa è che alcuni topolini giochino con il potere pensando di essere dei felini arrabbiati… alcuni ci lasciano le penne.

E se volessimo fare delle citazioni eccellenti non dovremmo far altro che citare Quarto Potere di Orson Wells. Lo era all’epoca, ancora di più oggi, con senso di fatalismo guardiamo la grande élite politica e finanziaria giocare al gioco del gattino con i suoi sudditi.

E’ l’era in cui è finito perfino il buonismo. Fa tendenza essere cattivi, non solo di faccia ma anche di maniere. Qualcuno mette in piedi anche qualche rozza strategia.

La cosa interessante è che alla fine sembra avere ragione “Marc Tourneil” … dopo i quarant’anni noi uomini diventiamo dei grandi bambini un po' cresciuti… giochiamo giochiamo finché tutto non esploda.

Buon divertimento!

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