Abbandonare la comfort zone

Per cambiare la propria esistenza è necessario abbandonare la  propria zona di comfort per esplorare abitudini e luoghi nuovi che possono metterci a disagio ma che possono offrire opportunità di sviluppo e di crescita personale.

Che cos’è esattamente la comfort zone?

La comfort zone (o zona di comfort) è l’insieme di: abitudini quotidiane, di luoghi che si frequentano solitamente, l’insieme degli amici che si incontrano normalmente e che ci fanno sentire al sicuro.

Come al solito andiamo a vedere la definizione di Wikipedia riguardo la zona di comfort: "di tratta dello stato comportamentale entro cui una persona opera in una condizione di assenza di stress e ansia."

La comfort zone rappresenta l’insieme del nostro ambiente familiare, la quotidianità nella quale ci muoviamo normalmente e che ci permette di mantenere un equilibrio stabile.

Dobbiamo essere consapevoli però che quando ci troviamo nella nostra comfort zone nella nostra vita non sta "accadendo" niente.

Perché dovrei abbandonare la mia zona di comfort?

Il nostro copro e la nostra mente sono strutturati entrambi per essere in movimento. Il corpo deve muoversi per funzionare meglio, la mente deve muoversi ed essere sollecitata per evolversi e crescere. Dinamismo e capacità di adattamento (più o meno veloci) sono caratteristiche "strutturali" del nostro esistere.

Le stesse leggi del Gossen lo affermano dicendo che quando abbiamo soddisfatto un determinato bisogno l’utilità percepita va decrescendo a mano a mano che soddisfiamo ulteriormente quel bisogno. Per dirla in modo semplice: "il primo cucchiaio di miele è ottimo, il secondo è buono,  il terzo ci è quasi indifferente, il quarto potrebbe risultare stucchevole".

Abbandonare la zona di comfort semplicemente perché mille motivi che potremmo riassumere dicendo che è necessario alla nostra vita e alla nostra mente.

Abbandonare la zona di comfort:

  • mette in moto la nostra capacità di risolvere problemi;
  • mette in moto il nostro organismo con ormoni nuovi (adrenalina, dopamina, serotonina);
  • ci aiuta a trovare idee nuovi e vedere la nostra vita sotto punti di vista diversi;
  • permette di allargare le opportunità di lavoro ma anche di svago;
  • per sviluppare flessibilità mentale;
  • per imparare ad imparare;
  • aiuta a sviluppare la creatività;
  • semplicemente per provare nuove emozioni;
  • aiuta a sviluppare autostima ed indipendenza critica;
  • ci permette di relazionarci in modo più collaborativo con gli altri.

Non è semplice lasciare le sicurezze e le comode abitudini quotidiane perché queste ci fanno sentire protetti. Noi tutti generalmente siamo alla ricerca dell’equilibrio e della stabilità.

Stabilità ed equilibrio non sono il punto di arrivo finali per la nostra vita ma sono momenti di transizione nei quali possiamo riprogettare il nostro percorso.

Come fare per uscire dalla stabilità e dalla sicurezza della nostra "comfot zone"?

Come abbandonare la zona di comfort

Quali sono le tecniche per abbandonare la propria "comfort zone"?

Prima di tutto bisogna convincersi che la "zona di comfort" mantenuta nel lungo periodo può essere più dannosa che benefica.

Focalizzare l’attenzione sul fatto che i futuri benefici derivanti dall’abbandono della zona di comfort sono molto superiori del rimanere inattivi e protetti nella propria area di benessere.

Ogni azione di rottura rispetto alle abitudini quotidiane deve essere compiuta a piccoli passi.

Primi passi per abbandonare la comfort zone

Possedete certamente un’agenda o un calendario sul quale prendere degli appunti. Provate ad inserire nella vostra agenda delle attività quotidiane che rappresentino l’abbandono delle abitudini quotidiane.

Cose concrete che ci aiutano a distaccarci dalla zona di comfort:

  • mette in agenda l’incontro con una persona nuova;
  • decidere di visitare un posto che non si ha l’abitudine di frequentare;
  • inserire una attività che si ha paura di fare;
  • programmare una attività fisica o sportiva che solitamente ci chiede fatica o impegni;
  • leggere un libro o una rivista che solitamente non si ha piacere di leggere.

Tutte queste sono piccole azioni di deviazione rispetto alla quotidianità che non devono andare ad incidere sull’intera giornata ma che devono vederci impegnati per non più di un’ora al giorno.

Questo ci aiuterà a sviluppare flessibilità di comportamento ed elasticità di pensiero.

Azioni di lungo periodo per abbandonare la zona di comfort

Sul lungo periodo bisognerebbe riuscire a progettare un’attività completamente nuova come ad esempio:

  • un viaggio lontano in un luogo completamente nuovo;
  • il cambio della propria alimentazione o un digiuno di 1 settimana;
  • smettere di usare lo smartphone e la rete per un mese;
  • decidere di cambiare lavoro;
  • provare a cambiare quartiere o città;
  • fai un corso di formazione o impara una lingua.

Queste sono solo alcune delle idee che si possono progettare per cambiare la propria vita "senza stress" ma anche "senza emozioni".

Piccole idee folli per abbandonare la propria "comfort zone":

  • Fare del volontariato;
  • Percorrere a piedi un trekking di una settimana;
  • Andare in una spiaggia nudista;
  • Raccontare un segreto ad un amico;
  • Vendere o disfarsi di oggetti ai quali siamo affezionati ma che non sono indispensabili;
  • Regalare un’enorme somma di denaro ad un bisognoso.

Di massima le cose da fare devono essenzialmente metterci in difficoltà e procurarci un "minimo di stress".

Abbandonare la propria zona di comfort presuppone che ciascuno di noi sia stato in grado di fare introspezione ed auto analisi. Senza questo non saremo mai in grado di individuare cosa può rappresentare per noi un momento di "rottura" e "deviazione" dalla quotidianità. Buona ricerca.