Branded di Jamie Bradshaw

Per uno come me che fin da piccolo ha sentito parlare di marketing il film “Branded” è stato un colpo allo stomaco e uno al cervello.
Ok, ok potrei raccontarvi la trama come fanno tanti altri… un film che racconta la lotta di un uomo, Misha, che lotta contro le forze dell’oscurità che controllano il mondo… ma non voglio infarcire di perbenismo e “politically correct” la mia recensione. Il film è un quadro preciso e perfetto del mondo di oggi.

Il titolo in italiano fa ridere facendolo sembrare il film d'orrore di serie B: “Il marchio di sangue”.

Un film di fantascienza con qualche nota di surrealismo che va dritto al segno. Dice quello che deve dire sul marketing e sulla pubblicità. Inquietante sia per il contenuto che per le atmosfere tutto coincide ed è coerente, è quasi tutto reale. Un film che nonostante la sua collocazione fra i film di fantascienza è lo specchio del nostro mondo moderno.
Poteva sapere Bradshaw nel 2012 che il mondo sarebbe stato proprio quello che lui ha follemente descritto in questo capolavoro? Qualcuno lo descrive un film “distopico” questa meravigliosa parola che racconta come non vorremmo che fosse il mondo di domani… Eppure è palese che il mondo è anche peggio di così…

Un film abbastanza lungo, 106 minuti (1h 46min) di impegno puro per il cervello. Girato fra Mosca (Russia) e (Sofia) branded l’ho ritrovato nel mio recente (12/2017) viaggio a Budapest. La città uscita dalla cortina di ferro non lontano nel tempo (1989) oggi è assediata dai grandi marchi (McDonald, Burger King, Costa Coffee, Starbucks, Intimissimi, Vodafone, Spar, Calzedonia, Decthlon, e le banche naturalmnente...) mentre le piccole imprese locali, i negozi di prossimità sono chiusi e in completo disfacimento.

Branded è un film inquietante ma che va certamente visto perché è una lente di ingrandimento sul mondo. Spiega chiaramente come il consumatore è manipolato dalle subdole raffinatissime regole del marketing.

Bello, bellissimo....