Digital Detox...

Magari hai lavorato tutta la mattina, magari hai lavorato con ritmi frenetici, magari sei stressato dalla tecnologia e dall'informatica e allora cosa fai? Hai bisogno di un momento di relax, ne sei consapevole, lo senti a pelle… devi staccare e ti prendi una pausa. Esci per fare due passi e, magari vai a mangiare un piatto di pasta nel ristorantino sotto l'ufficio…

Appena arriva il piatto di pasta cosa fai? Lo fotografi perché vorresti condividerlo sui social network forse per far rosicare qualche amico, forse perché alla fine ti senti solo e sarebbe stato meglio mangiare un piatto di pasta in compagnia.

Ti ritrovi per l’ennesima volta attaccato allo smartphone e decidi di condividere su WhatsApp la foto con i parenti più stretti.

Stai ridendo ma stai attento perché non c’è nulla di divertente...

Passi una giornata intera per risolvere un problema su una fattura errata per colpa di un software capriccioso, fai calcoli assurdi con excel, consulti il portale dell’INPS, chatti con qualche vecchio amico, prima di andare a dormire non puoi fare a meno di consultare la posta elettronica (vuoi verificare se ti ha scritto qualcuno, se ti hanno scritto qualcosa di importante). Ma sei già stressato e stanco e prima di addormentarti per rilassare il cervello decidi di fare zapping freneticamente. Digiti in modo compulsivo sul telecomando i tuoi canali preferiti senza trovare nessun programma che ti interessi veramente.

Sei malato, come molti altri di questa epoca…, sei alla continua ricerca di nuove amicizie su Facebook e siccome Facebook non ti basta più li cerchi in altri differenti social network.

In modo compulsivo non fai altro che guardare notizie di Google News per scoprire in definitiva, che in fin dei conti sono sempre le stesse notizie ripetute all’inverosimile.

Capisci bene che la tua è una frenesia inarrestabile, una compulsione ossessiva che non ti molla mai….i

Negli anni 90 con la comparsa dei personal computer nelle abitazioni domestiche una delle prime compulsioni ossessive era la consultazione continua della posta elettronica per verificare e accertarsi che non ci fossero nuovi messaggi. Oggi questa ossessione si è andata ad aggiungere a tutte le altre ossessioni che riguardano canali come Facebook WhatsApp, Google Plus e gli altri.

Come possiamo fare a meno di dispositivi “wearable” che ti dicono quanto cammini, che ti segnalano il ritmo cardiaco, le calorie consumate, il sono realmente dormito? Sei dipendente dalla tecnologia.

Tutto questo è il segnale che indica solamente che abbiamo bisogno di relazioni con gli altri, che abbiamo una sete smodata di informazione, che le nostre vite “reali” sono piatte ed insignificanti più spesso trascorse alle dipendenze di giochini elettronici ed un flusso di informazioni che non cambieranno le nostre vite.

Se hai capito questo allora hai proprio bisogno di una digital detox: disintossicarsi dall'informatica, dal digitale e dall’elettronica.

 

Che cos'è esattamente la digital detox?

Recenti studi hanno dimostrato che le tecnologie digitali possono intervenire anche sulla nostra salute fisica, non solo sul nostro benessere mentale.

Dormiamo male o dormiamo agitati, il sonno è discontinuo non diventa mai realmente riposante ed efficace. Siamo costantemente svegliati nel corso della notte e l'uso prolungato e la consultazione dei dispositivi elettronici aggravano tutto questo. PC portatili, PC desktop o tablet e smartphone ci costringono a mantenere posizione e posture innaturali, il corpo è una macchina concepita per essere in movimento, non per stare ferma e tutta questa elettronica aggrava il nostro benessere fisico. La posizione della testa grava sulla cervicale, sul collo e sull'intera colonna vertebrale.

La digital detox non è altro che è l'insieme delle attività che servono a disintossicarci dall'uso ossessivo-compulsivo di apparecchi e dispositivi elettronici. Serve anche a recuperare un rapporto con il nostro corpo e con la nostra fisicità.

Tanto è diventato frequente è diffuso il fenomeno dell'intossicazione digitale che già si vedono Centri benessere e psicologi proporre programmi di disintossicazione da dispositivi elettronici. E’ la così detta Digital Detox… che sta avendo tanto successo nei paesi industrializzati dove in definitiva molti lavorano con dispositivi elettronici e possono aver bisogno di una vera e propria disintossicazione.

La vera domanda è in che modo ci si può disintossicare dalle tecnologie digitali?

E’ successo anche a me: ero al ristorante avevo fotografato il mio bel piatto di pasta con lo smartphone e avevo postato sui Social Network la l’immagine. Fra i miei fan, qualcuno ha commentato… eh! Che soddisfazione… ma quale poi…

Lo devo ammettere sono un digital addicted sì sono proprio un dipendente dalle tecnologie difigitali. Per il mio lavoro potrebbe sembrare normale, produco siti web oltre ad essere un insegnante di informatica.

Ragionavo su questo, e come la mente vola come una foglia impazzita nel vento… penso: in giro esistono ancora molte persone che dell'informatica non sanno ben poco e tal volta sanno a malapena cosa sia internet.

Davanti a quel piatto di pasta mi sono chiesto ma come fanno le persone a vivere senza dispositivi elettronici e come ho fatto io in passato a vivere senza la rete. Eppure un passato senza tecnologie digitali è stato possibile, è stato… reale… e la vita non era poi così diversa, ma soprattutto neanche la mia percezione del mondo era poi così stravagante e alternativa. Oggi probabilmente la mia attenzione è tutta incentrata proprio su quelle tecnologie, proprio su quelle forme di comunicazione. Perfino la televisione che tanto occupato spazio nelle nostre vite oggi è passata in secondo piano.

Possiamo parlare delle tecnologie digitali, del web e dell’intera rete come di un “sesto potere” visto che il quinto è la televisione e il quarto e la stampa?

La modalità con la quale mi si mi sono spesso disintossicato dalle tecnologie digitali è stato quello di trascorrere i miei week-end facendo lunghe ed impegnative escursioni in alta montagna, qualche volta mi sono anche invischiato in qualche salita alpinistica pericolosa e già questo è stato sufficiente per poter pulire la mia testa dall'ossessione costante e compulsiva di voler essere in contatto con la grande “mamma rete”.

Ma ci si può anche rivolgere a aziende specializzate che consigliano terapie ben precise e controllate. Sicuramente quello del viaggio è una delle tecniche più efficaci per potersi disintossicare dalle tecnologie. Esiste tuttavia un’attività più semplice e meno costosa che noi tutti abbiamo dimenticato: la lettura. Non si legge più come una volta o se leggiamo lo facciamo su dispositivi elettronici, in questi casi la lettura ha una velocità è una qualità completamente differente. Il viaggio nelle pagine di un libro è più lento e richiede una capacità immaginifica che le immagini e il video della multimedialità ci stanno togliendo.

 

Idee semplici di digital detox

Mentalmente è necessario concentrare la propria attenzione su attività pratiche, sulla propria fisicità, sulle sensazioni e sulla materia circostante.

Scegliti un hobby, qualcosa che ti imegni sotto il profilo tecnico/materiale/fisico.

  • Una passeggiata in città;
  • Una visita ad un museo;
  • Dipingere, disegnare con pastelli o le matite;
  • Costruire modellini di aereo o mobili di legno;
  • Cucinare o giocare una partita a calcio con gli amici.

Sono tutte attività che ci permettono di disintossicarci o quantomeno di distaccarci momentaneamente dalle tecnologie digitali. Sono attività banali di cui ci siamo dimenticati il vero beneficio.

Sono attività che hanno un prevalente contatto con il mondo materiale di cui è più necessario il nostro “istinto” anziché il nostro “ragionamento” o la nostra “memoria”.

Anche semplicemente colorare un mandala ci aiuta a disintossicarci dal digitale.

Nei contesti familiari, lavorativi e sociali…

Perché la digital detox funzioni abbiamo bisogno, però, che anche nel nostro intorno familiare e lavorativo ci sia un corrispondente impegno. La digital detox va vissuta a livello familiare al pari di una disintossicazione da droghe chimiche o altre dipendenze compulsive.

Niente Tv accesa mentre si mangia a tavola tutti insieme, niente cellulari da consultare quando stiamo al ristorante con la nostra fidanzata, non fotografiamo ogni istante della nostra vita ma lasciamo che qualche cosa vada nell'oblio e nel dimenticatoio, lasciamo indietro i ricordi che non ricorderemo mai.

Sembra facile dispensare consigli di buon senso, molto difficili tuttavia da applicare nella vita di tutti i giorni. Soprattutto se pensiamo che queste tecnologie hanno aumentato l'efficienza delle nostre giornate quando per esempio paghiamo le nostre bollette direttamente dal nostro conto corrente bancario online senza neppure spostarci da casa. Hanno aumentato esponenzialmente il numero delle nostre relazioni facendoci conoscere sempre nuove persone. E’ difficile distaccarsi da tutti questi vantaggi eppure per riguadagnare la nostra salute mentale prima e la salute fisica dopo, per recuperare una prospettiva più serena e più obiettiva sulla realtà è necessario disintossicarci dalle tecnologie digitali.

Il trucco della zona off-limits

Un altro piccolo trucco è stabilire in modo pragmatico e decisivo che all'interno delle nostre giornate ci sia una zona off-limits da tutti i dispositivi elettronici.

Potrebbe essere la sera specialmente prima di andare a dormire. E’ il momento più delicato della nostra giornata, se fino all'ultimo momento prima di andare a dormire continuiamo a utilizzare dispositivi elettronici il nostro cervello rimane acceso non entra in quello stato di torpore che precede il sonno. Se il nostro cervello rimane attivo si porta appresso tutto lo stress il nervosismo della giornata precedente. Il sonno non diventa mai risposante.

Impariamo prima di tutto ad applicare un digital detox al nostro vivere quotidiano e senza l’aiuto di nessuno. Ma se capiamo che non ci riusciamo e questo distacco ci provoca ansia allora nei casi più gravi non dobbiamo avere paura ne vergognarci a rivolgersi a dei veri professionisti per trovare una cura al nuovo male del secolo digitale.